V CONGRESSO REGIONALE
VERNIO di PRATO 10 GIUGNO 2006
"LIBERI DI CAMBIARE"
Il 10 giugno 2006 si è tenuto a Vernio di Prato il V Congresso Regionale dell'Arcat Toscana; l'evento, anche se si è svolto in un luogo un po' decentrato del territorio regionale, ai piedi dell'Appennino Tosco-Emiliano, ha avuto una grande risonanza per le famiglie dei Club toscani, che sono giunte da luoghi anche i più lontani per partecipare ai lavori del Congresso che hanno avuto inizio e si sono conclusi in un'unica giornata.
L'organizzazione era partita in ritardo, all'inizio dell'anno, e quindi in modo frettoloso, ma la decisione di portare al Congresso una nuova bozza di Statuto per l'Arcat, aveva fatto in modo che vi fossero più stimoli alla partecipazione ed alla collaborazione fra le varie Acat già dalle fasi preliminari; il gruppo di lavoro per l'organizzazione del Congresso poi, facendo tesoro sia delle precedenti esperienze regionali che di quelle nazionali, aveva teso a sottolineare l'importanza della partecipazione diretta delle famiglie alle relazioni del Congresso, allo stesso pari di quelle dei professionisti o dei formatori .
Ogni Acat era quindi stata sollecitata a cercare famiglie, che superato un primo momento di vergogna o di timidezza, avessero contribuito con una relazione scritta alle varie sessioni della giornata; era stata poi voluta una sessione specifica da lasciare come spazio libero per le testimonianze che potevano anche non avere alcuna attinenza con il tema del Congresso.
La partecipazione è stata molto soddisfacente, poiché sono arrivate più di trecentosessanta persone: la sala del Museo ex Meucci, una vecchia fabbrica tessile della Val Bisenzio, si è subito riempita e dopo i saluti delle Autorità intervenute, si è entrati nel vivo dei lavori con una partecipazione veramente sentita da tutti i presenti e che ha contribuito a creare quello che si definisce "clima empatico".
Sicuramente ognuno è stato libero di esprimere sia attraverso le relazioni preordinate che attraverso gli interventi estemporanei la propria opinione: il quadro che ne è scaturito riguardo al lavoro dei Club sul territorio regionale soprattutto in relazione alla comunità che cambia e alle difficoltà incontrate, così come il ruolo associativo nel nostro percorso metodologico con tutti i problemi che spesso siamo chiamati a risolvere, è stato il più ampio e realistico possibile.
Tutto questo si è realizzato, proprio in virtù dello scambio di opinioni e dell'atteggiamento sobrio che ognuno, dal lavoro nei Club, ha voluto consolidare al Congresso.
Durante l'ora di pranzo, le famiglie di Prato sono state mobilitate, per offrire il servizio di ristorazione, e a giudicare dall'efficacia si poteva dire che erano ben liete di farlo, soprattutto per mettere a loro agio tutti gli ospiti toscani; questi dal canto loro, hanno potuto, rimanendo nella stessa sede, scambiarsi saluti e opinioni a delle lunghe e conviviali tavolate.
I lavori del pomeriggio sono ripresi con la sessione che ha voluto toccare il tema della formazione nel percorso metodologico delle famiglie, ma l'apoteosi emozionale della platea si è raggiunta quando le famiglie hanno testimoniato le loro esperienze nella sessione che prevedeva, appunto, uno spazio libero per le testimonianze.
Giunti ormai quasi al termine della giornata, i lavori si concludevano con l'Assemblea e la lettura della bozza per un nuovo Statuto dell'Arcat Toscana; da questo punto in poi gli interventi che si sono susseguiti non hanno avuto più niente di empatico, anzi sono stati molto tecnici ed alla fine hanno assunto un tono decisamente polemico: quello che si è potuto notare è stato l' abbandono della sala da parte delle famiglie "più giovani", per lasciare che di quelle questioni se ne occupassero gli addetti ai lavori.
Tutto questo ha determinato un allungamento dei lavori, fino ad un orario in cui si è dovuto concludere frettolosamente e con quella stanchezza, o meglio amarezza, che non ha permesso, né di salutare gli amici che se ne andavano via "alla spicciolata", né di recuperare quel clima empatico che ci aveva accompagnati per quasi tutto il giorno.
Fortunatamente dopo cena, gli animi di tutti quelli rimasti, si sono distesi, rasserenati ed anche rallegrati dai due cori che hanno cantato, quello dei bambini della Corale G.Monaco di Prato e quello dell'Acat di Pistoia: l'innocenza dei primi e la simpatia degli altri hanno voluto ricordarci che per cambiare basta riscoprire quanto di più semplice è in ognuno di noi.
Vogliamo pensare che dall'esperienza del Congresso, ogni famiglia abbia portato a casa riflessioni e propositi di impegno futuro per il lavoro nei Club: questo sarà sicuramente di auspicio
perchè si realizzi anche a livello associativo quella collaborazione e magari condivisione tanto invocate per un buon sviluppo dei programmi all'interno della nostra metodologia.
Giuliana Giuliani
Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento della Toscana
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