Testimonianza di Salvatore e Renata
XVI° Congresso Nazionale AICAT 2007 Montichiari BS
"Ricominciamo Insieme in Famiglia"
20 Ottobre 2007
FORSE IL PIU' GRANDE SERVIZIO SOCIALE CHE POSSA ESSERE RESO DA CHIUNQUE AL PAESE E' FORMARSI UNA FAMIGLIA.
Ho citato questa frase introduttiva di George Bernard Shaw premio Nobel per la letteratura nel 1925 poiché anche lui ha vissuto il dramma di un padre alcolizzato che trascinò nella miseria l'intera famiglia.
Oggi la famiglia è minata, messa a dura prova da innumerevoli situazioni destabilizzanti, perciò ne và custodita l'integrità, và accudita e coccolata, è una squadra nella quale tutti sono allenatori e giocatori.
L'alcol è una delle cause che destabilizzano, quando entra di prepotenza in una famiglia, colpendo anche un solo membro, tutti gli altri ne risentono, e ne rimangono coinvolti in maniera negativa, lentamente e quasi inavvertitamente, essa si sgretola, la serenità svanisce, la gioia lascia il posto alle tristezze, l'Amore è sconfitto.
La famiglia. Un piccolo nucleo nell'universalità della natura umana, le fondamenta per un cammino di crescita, lo sono state per noi adulti e lo sono ora per i nostri figli. Quando la costituiamo diamo il via alla nascita di un ramo del grande albero. La famiglia è la prima e più importante scuola per i figli, con essa entriamo a far parte della comunità in maniera costruttiva, creiamo un nuovo universo da condividere con gli altri, dobbiamo camminare e tenerla stretta per mano, anche nei momenti di grande dolore e smarrimento che non mancheranno mai.
E' vero. Il più grande servizio sociale che si possa rendere e non solo ad un Paese, ma all'Umanità intera, è quello di formare una famiglia, ed è importante .
. mantenerla viva.
Noi abbiamo riconquistato la nostra, come guerrieri, certi della vittoria, siamo scesi in battaglia con l'unico obbiettivo possibile. Vincere. Ed abbiamo vinto. Non abbiamo mai preso in considerazione la sconfitta in maniera superiore alla vittoria, Le nostre menti erano rivolte a riconquistare la nostra famiglia che c'era stata sottratta insieme al nostro Amore. Niente e nessuno hanno rubato il nostro sogno. Vivere insieme.
Stiamo vivendo il cambiamento, consapevoli che lo è per entrambi, e questo cambiamento in atto lo vogliamo condividere con voi cari amici, raccontandovi l'esperienza che è l'epilogo dopo l'eliminazione dell'alcol, della riconquista della nostra famiglia.
E' una lettera indirizzata agli amici del club perché gli amici del club sono tra le persone più belle ed importanti del nostro cammino. Ho scritto questa lettera lungo Il Cammino di Santiago che quest'anno ho percorso da solo partendo da Saint Jean Pied de Port. ottocento km a piedi duranti i quali "ho preso il mio tempo", il tempo di riflettere per cercare di arrivare al mio cuore, dove ho nuovamente imparato ad apprezzare il vostro sorriso, dove ho nuovamente imparato a dire grazie, dove ho nuovamente imparato ad ascoltarvi e dove ho sentito come non mai, vivo profondo e forte il legame con Renata, che è la mia famiglia.
16 Agosto 2007
Cari amici del club
Vi penso molto nelle lunghe ore che passo su queste strade di Spagna.
Quando vi ho detto che affrontavo questo cammino da solo non vi ho detto la verità, c'e sempre qualcuno che mi tiene compagnia e che mi protegge. Anche i vostri pensieri e le vostre preghiere li sento accanto a me. La fatica è tanta, ma niente può scalfire lo straordinario di questa esperienza, né le scarpe bollenti come i pentoloni delle lavandaie nei quali facevano bollire i panni, né le vesciche che la sera curo con attenzione e che il giorno seguente dopo pochi passi ricominciano a gemere, né le caviglie che si gonfiano, ne le ginocchia che scricchiolano, nemmeno i muscoli che urlano su per le mulattiere e giù per le stesse. Ad ogni passo un dolore nuovo. Cosa posso raccontarvi in così poco breve tempo? Forse della straordinaria funzione la sera nella chiesa di Roncisvalle o quella di ieri sera, alla benedizione del pellegrino dove abbiamo effettuato la lavanda dei piedi l'uno all'altro, non potevo trattenere le lacrime ed ho pianto.
A te amore mio, grazie per le parole che mi hai detto al telefono la sera nel dormitorio a Roncisvalle dove ho provato a dormire vestito, per la paura di non riuscire ad infilarmi l'indomani i pantaloni per il gran dolore che avevo all'inguine.
Il pensiero di fermarmi ancor prima di partire era forte. Mi hai detto: vai!! Non ti arrendere. E non mi sono arreso.
Ti amo, sei la mia spada, il mio scudo, la mia armatura, porterò a termine il cammino per te, con le mie gambe come fossero le tue, attraverserai campi, camminerai su sentieri polverosi ed interminabili, guaderai torrenti, stringerai le mani alle persone che incontrerò, le guarderai negli occhi e sentirai il loro sorriso nel cuore, entrerai nelle chiese e pregherai con me, ed insieme arriveremo a Santiago, un cuore solo. Il Nostro.
A voi che siete qui oggi
..
auguro che sentiate forte e profondo il legame nella vostra famiglia, non vergognatevi mai di avvicinarvi quando il vostro cuore lo sente e dire
ti voglio bene alla moglie al marito ai figli ed i figli al babbo ed alla mamma. Stringetevi in un abbraccio ogni volta che potete, anche se non c'è un occasione che lo imponga, nutrite il bene che è nel cuore di ognuno di noi e fate digiunare il male, donate agli altri il vostro sorriso e l'impegno di servire.
Una famiglia unita vince qualsiasi battaglia, come altre famiglie, anche noi siamo qui oggi a testimoniarlo.
Buon Cammino amici
Renata e Salvatore