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XV° Congresso Nazionale 2006

Testimonianze

Latina 7 ottobre 2006



SENTIRSI CITTADINI DEL MONDO PER RIGUADAGNARSI LA GIOIA DI VIVERE




Incominciai questo cammino con Andrea più di sei anni fa senza molta convinzione, ma sapevo che l'approccio sistemico era considerato una terapia in campo medico-psichiatrico e come tale lo accettai; da subito ci fu detto che non si trattava di terapia, ma di un percorso che ci avrebbe portato molto lontano e che sarebbe durato fino ai fiori, se lo avessimo voluto.

Il problema dell'alcol fu superato con l'ingresso nel Club, eppure dall'astinenza di allora siamo ancora alla ricerca della sobrietà; ogni incontro settimanale, che da anni ci vede attori del nostro cambiamento è stato vissuto come una risorsa per la nostra vita quotidiana, i confronti a volte duri, non ci hanno mai impedito di tornare la settimana successiva dagli amici del Club, magari a raccontare l'evoluzione positiva di quel confronto.

Durante quest'anno proprio mentre il nostro percorso sembrava avere un momento di "stallo", la vita ci ha sottoposto ad una dura prova ed oggi come sei anni fa dagli amici del Club è partita una vera gara di solidarietà, amicizia e, perché no, anche di amore.
Quando ad Andrea fu fatta la diagnosi di linfoma, l'incertezza ma soprattutto il mio timore di perdere un affetto caro, furono avvertiti a pelle da tutte le famiglie del Club, che riuscirono a leggermi negli occhi, ancorché nel cuore, prima che io parlassi.

Ci fu chi si lasciò "contaminare" e riempì gli occhi di lacrime quando mi vide piangere, chi telefonò, chi mandò un fiore, chi scrisse una lettera e chi a notte fonda inviò un messaggio che terminava con queste parole: "…qualsiasi decisione prenderai sei una persona speciale. Dio ti aiuti a rimanere sempre così."

Questa è la grande forza che ho attinto dal Club, il sostegno che ho ricevuto dall' ultimo amico arrivato, il tesoro che ho fatto delle parole più semplici .

Recentemente ho ritrovato in uno dei momenti più tristi della sua vita una cara amica; avevo partecipato a quell evento più per formalità che per convinzione, ma quando alla fine della cerimonia ci siamo salutate ho sentito in quel lungo abbraccio e le sue spalle scarne, che nonostante la sua agiatezza economica aveva sofferto tanto stento di affetti.

Era stata amica fedele della mia gioventù, compagna inseparabile di studi nella Bologna degli" anni di piombo" e se la vita ci aveva portato ad allontanarci, dopo vent anni, avevo scoperto di essere ancora un "unica amica" come lei mi aveva definito: la desolazione di quel momento e le poche persone che si erano raccolte intorno a lei mi avevano mandato immediatamente con il pensiero alla mia folla di amici, che in questi anni di Club, hanno chiesto ma mi hanno anche dato tanto.

Forse la famiglia di questa amica, visto che non ha problemi alcolcorrelati non approderà mai al mondo dei Club, ma questa opportunità che io ho avuto voglio esportarla fuori: è l'educazione all'amore che non si insegna sui banchi di scuola, ma si sperimenta nella pratica di tutti i giorni, cominciando da una sera alla settimana.

Dopo queste riflessioni, posso affermare, senza voler fare del paternalismo che il mio cammino continuerà con impegno e con amore alla ricerca della nostra spiritualità, che ripartendo da Andrea tornerà all'amica di vent anni fa, per scoprire la gioia di vivere non solo dopo una prova o un evento triste, ma all'alba di ogni nuovo giorno.


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